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Questa Settimana
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Gli utili robusti fanno passare in secondo piano l’impasse nel Golfo

Le principali notizie della settimana sull’economia globale e dal mondo delle imprese.

Nei mercati odierni in rapido cambiamento, l’utilità delle nostre analisi può fare la differenza.

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AUTORE

Jamie Coleman
Senior Strategist, Strategy and Insights Group

Settimana al 1° maggio 2026

A mezzogiorno di venerdì, i mercati azionari globali scambiavano intorno ai livelli record sulla scorta della straordinaria crescita degli utili delle megacap tecnologiche. Il rendimento dei Treasury decennali è salito dal 4,30% dello scorso venerdì al 4,39%, mentre il prezzo del greggio WTI è aumentato di 8 dollari a 102,75 dollari al barile per via della chiusura dello Stretto di Hormuz. La volatilità, misurata dai future nell’indice CBOE Volatility (VIX), è rimasta pressoché stabile a 19,3.

LA CRISI IN IRAN

Il prezzo del petrolio è aumentato ancora nella settimana a seguito dell’annullamento dell’incontro programmato tra i funzionari americani e iraniani. L’Iran avrebbe riaperto lo Stretto di Hormuz nel caso in cui gli Stati Uniti avessero tolto il blocco navale (rinviando i negoziati sul nucleare a una data successiva), ma verso la fine della settimana gli Stati Uniti hanno respinto la proposta. La notizia si è diffusa dopo che il Presidente Donald Trump ha dichiarato di aver intenzione di prolungare il blocco navale nei confronti dell’Iran per mesi e, nel frattempo, preparerebbe nuovi attacchi contro il Paese se l’Iran non accettasse di proseguire coi negoziati sul nucleare. Finora l’Iran ha confermato di voler continuare con il programma di arricchimento dell’uranio. Giovedì l’Iran avrebbe presentato una nuova proposta di pace agli Stati Uniti tramite il Pakistan.

I future sul Brent giovedì hanno toccato brevemente quota 126 dollari per poi scendere ancora.

Questa settimana il Pentagono ha reso noto che i costi stimati per il conflitto sono di 25 miliardi di dollari.

Il blocco sta mettendo sotto pressione l’industria petrolifera iraniana che sta per esaurire la capacità di immagazzinamento del petrolio. Secondo gli analisti, a causa degli impianti obsoleti e della maturità dei giacimenti, i tagli forzati alla produzione sono particolarmente rischiosi.

A inizio settimana Trump ha invece presentato una nuova strategia per la riapertura dello stretto. In base al nuovo piano, secondo un funzionario dell’amministrazione, gli Stati Uniti continuerebbero col blocco ai porti iraniani e si coordinerebbero con gli alleati per imporre costi più alti a fronte dei tentativi dell’Iran di sovvertire il libero flusso di energia. L’iniziativa proposta dagli Stati Uniti, “Maritime Freedom Construct”, è stata inviata martedì dal Dipartimento di Stato alle ambasciate americane con la richiesta di fare pressione sui governi esterni affinché accettino la proposta.

Sulla scorta delle continue tensioni tra Trump e diversi leader europei, questa settimana il Presidente ha ventilato l’idea di ridurre il numero dei militari americani stanziati in Germania, Italia e Spagna.

NOTIZIE MACROECONOMICHE

La Fed mantiene i tassi invariati, Powell resta come governatore

L’ultimo incontro dell’FOMC presieduto da Jerome Powell ha riservato qualche sorpresa. La Federal Reserve ha mantenuto i tassi invariati, come ampiamente previsto, ma con quattro voti contrari. Il Governatore Stephen Miran ha votato a favore di un abbassamento dei tassi di un quarto di punto, mentre tre funzionari si sono opposti all’inserimento nella dichiarazione di una frase che segnalava un probabile taglio dei tassi in futuro. In apertura della conferenza stampa, Powell ha colto molti di sorpresa quando ha annunciato che resterà come governatore della Fed per un “periodo di tempo indeterminato” per difendere l’indipendenza della banca centrale dagli attacchi politici e legali “senza precedenti” perpetrati dall’amministrazione Trump. Per quanto concerne la politica monetaria, con l’inflazione oltre il target negli ultimi cinque anni, i disaccordi tra i funzionari in merito al futuro orientamento segnalano che il passaggio verso un approccio più neutrale potrebbe avvenire prima dell’incontro di giugno.

Il Segretario del Tesoro Scott Bessent ha criticato la decisione di Powell poiché rompe una tradizione della banca centrale, mentre il Presidente Trump giovedì ha dichiarato che non gli importa se Powell resta nel consiglio della Fed.

Il mandato di Powell termina il 15 maggio, ma potrà restare come governatore fino al gennaio 2028. Mercoledì la Commissione bancaria del Senato ha proposto la nomina di Kevin Warsh come Presidente della Fed, ma la data del voto da parte del Senato non è ancora stata fissata.

La banca centrale giapponese, la banca centrale canadese, la Bank of England e la Banca Centrale Europea questa settimana hanno mantenuto i tassi d’interesse invariati.

Gli Emirati Arabi escono dall’OPEC

La decisione degli Emirati Arabi Uniti di questa settimana di lasciare l’OPEC potrebbe indebolire la capacità del cartello di imporre limiti alla produzione ai membri restanti. Gli Emirati da tempo producono assai meno della capacità stimata di 4,8 milioni di barili al giorno. Uscendo dall’OPEC, gli Emirati Arabi possono decidere di incrementare la produzione. Sebbene tale decisione non comporti effetti rilevanti sul prezzo del petrolio nel breve termine, considerata la chiusura dello Stretto di Hormuz, l’aumento della produzione dovrebbe contribuire a un calo dei prezzi nel lungo periodo.

IN BREVE

Ad aprile gli indici PMI manifatturieri hanno continuato a salire, tranne che negli Stati Uniti. A causa delle interruzioni alla catena di distribuzione per via della guerra in Iran e della domanda di apparecchiature per l’intelligenza artificiale, i nuovi ordini sono aumentati molto poiché le aziende cercano di incrementare le scorte in via precauzionale. L’indice dei prezzi pagati ISM è salito al livello massimo da aprile 2022 subito dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

Paese o regione

PMI manifatturiero

Stati Uniti (ISM)

invariato a 52,7

Eurozona

Chiusura per il Primo Maggio

Regno Unito

da 51,0 a 53,7

Giappone

da 51,6 a 55,1

Cina

da 50,4 a 50,3

Globale (JPM)

Rinviato

L’indice S&P 500 ad aprile è salito del 10%, il massimo guadagno mensile da novembre 2020.

Giovedì la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato un disegno di legge per finanziare il Dipartimento della sicurezza nazionale mettendo fine al parziale shutdown durato 76 giorni.

Gli indici S&P Dow Jones hanno proposto di cambiare la regola che accorcerebbe da un anno a sei mesi il tempo necessario che deve trascorrere prima che una società quotata venga inserita negli indici. Verso la fine dell’anno sono previste diverse offerte pubbliche iniziali da parte di società a mega capitalizzazione. A inizio anno il Nasdaq ha adottato una regola di “ingresso rapido” che consentirà alle megacap quotate di entrare nel Nasdaq 100 dopo soli 15 giorni di contrattazioni.

Questa settimana Bloomberg ha riferito che le raffinerie cinesi di proprietà statale hanno iniziato a chiedere il permesso del governo per riprendere le esportazioni di carburante a maggio, citando come ragione le abbondanti scorte interne. Le scorte in Cina sono aumentate parecchio a causa della debolezza della domanda per via dell’aumento dei prezzi del carburante e dell’uso dei veicoli elettrici.

Le esportazioni di energia degli Stati Uniti hanno beneficiato molto delle tensioni in Medio Oriente, nella settimana al 24 aprile le esportazioni di prodotti di greggio e petrolio hanno toccato la cifra record di 14,2 milioni di barili al giorno.

L’indice dei prezzi immobiliari USA Case-Schiller a febbraio è aumentato dello 0,7% rispetto all’anno precedente, in calo dallo 0,8% di gennaio.

L’indice della fiducia dei consumatori del Conference Board ad aprile ha toccato quota 92,8 rispetto al previsto 89,0, il livello più alto quest’anno. Il divario tra gli intervistati che sostengono che i posti di lavoro sono abbondanti e quelli secondo cui è difficile trovare lavoro è in miglioramento per il secondo mese consecutivo.

Secondo il Financial Times, la Germania nel 2027 ha intenzione di incrementare la spesa per la difesa del 20% rispetto all’anno in corso.

Giovedì Fitch Ratings ha mantenuto il rating degli Stati Uniti a AA+ con prospettive stabili, ma ha sottolineato che il deficit e il debito sono in aumento. D’altra parte, l’economia ampia e dinamica, il dollaro come valuta di riserva e la liquidità dei mercati finanziari americani sono dei punti di forza.

Gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti sono aumentati dello 0,8% a marzo, mentre gli ordini di beni essenziali sono saliti del 3,3%, trainati dalla domanda di apparecchiature per l’intelligenza artificiale, l’incremento mensile più consistente da giugno 2020.

Il Presidente Trump ha parlato con il Presidente russo Vladimir Putin mercoledì; il leader russo avrebbe offerto il suo aiuto sula questione dell’arricchimento dell’uranio in Iran. Trump ha aggiunto che vorrebbe piuttosto che Putin mettesse fine alla guerra in Ucraina. Trump ha poi riferito che Putin potrebbe annunciare presto un breve cessate il fuoco in Ucraina in concomitanza con l’anniversario della fine della Seconda guerra mondiale.

Lo yen giapponese giovedì è salito da livelli oltre 160 rispetto al dollaro USA alla notizia degli interventi a sostegno della valuta da parte del Ministero delle Finanze giapponese. I timori per l'inflazione persistente, nonché la preoccupazione che la banca centrale sia in ritardo sul fronte dell'inflazione, hanno indebolito lo yen.

Le richieste di disoccupazione settimanali negli Stati Uniti sono scese al minimo in 57 anni di 189.000.

Ad aprile il PCE core USA è salito dello 0,3% su base mensile, in calo rispetto allo 0,4% di marzo. Rispetto all’anno precedente, il tasso core è salito dal 3% al 3,2%.

Il Pil canadese a febbraio è aumentato dello 0,2% su base mensile e dell’1% su base annua.

L’economia dell’Eurozona ha rallentato a inizio del 2026, in crescita dello 0,8% su base annua, in calo rispetto all’1,2% nel 4° trimestre. Ad aprile i prezzi al consumo nella regione sono saliti del 3% su base annua, dal 2,6% di marzo. La disoccupazione a marzo è ridiscesa al 6,2% rispetto al 6,3% rivisto al rialzo di febbraio.

Il Presidente Trump giovedì ha firmato un ordine esecutivo che stabilisce l’apertura da parte del Dipartimento del Tesoro di un piano di risparmio federale per i lavoratori che non hanno un 401(k). Il governo offrirà un contributo del 50% sui primi 2000 dollari versati ai lavoratori che parteciperanno al piano, per un massimo di 1000 dollari di contributi governativi.

A seguito della visita di stato di Re Carlo III, il Presidente Trump ha dichiarato che eliminerà alcuni dazi sul whisky scozzese.

Il Senato degli Stati Uniti giovedì ha approvato all’unanimità il divieto per senatori e membri dello staff di negoziare sui mercati predittivi.

NOTIZIE SUGLI UTILI

Circa il 63% dei costituenti dell’indice S&P 500 ha pubblicato i risultati del trimestre. Secondo FactSet, gli utili per azione (che abbinano i dati già pubblicati e le stime per le imprese che non li hanno ancora resi noti) sono saliti del 27,1%, trainati da un aumento del 50% degli utili delle società tecnologiche, rispetto allo stesso trimestre di un anno fa. Nello stesso periodo, le vendite al dettaglio sono salite del 11%.

LA PROSSIMA SETTIMANA

Lunedì: ordini industriali negli Stati Uniti, PMI manifatturiero nell’Eurozona.

Martedì: incontro della banca centrale australiana, PMI dei servizi, sondaggio JOLTS sul turnover dei lavoratori e sui nuovi posti di lavoro, vendite di nuove abitazioni negli Stati Uniti.

Mercoledì: PMI servizi nel Regno Unito e nell’Eurozona.

Giovedì: produttività non agricola negli Stati Uniti, vendite al dettaglio nell’Eurozona.

Settimana al 1° maggio 2026

A mezzogiorno di venerdì, i mercati azionari globali scambiavano intorno ai livelli record sulla scorta della straordinaria crescita degli utili delle megacap tecnologiche. Il rendimento dei Treasury decennali è salito dal 4,30% dello scorso venerdì al 4,39%, mentre il prezzo del greggio WTI è aumentato di 8 dollari a 102,75 dollari al barile per via della chiusura dello Stretto di Hormuz. La volatilità, misurata dai future nell’indice CBOE Volatility (VIX), è rimasta pressoché stabile a 19,3.

LA CRISI IN IRAN

Il prezzo del petrolio è aumentato ancora nella settimana a seguito dell’annullamento dell’incontro programmato tra i funzionari americani e iraniani. L’Iran avrebbe riaperto lo Stretto di Hormuz nel caso in cui gli Stati Uniti avessero tolto il blocco navale (rinviando i negoziati sul nucleare a una data successiva), ma verso la fine della settimana gli Stati Uniti hanno respinto la proposta. La notizia si è diffusa dopo che il Presidente Donald Trump ha dichiarato di aver intenzione di prolungare il blocco navale nei confronti dell’Iran per mesi e, nel frattempo, preparerebbe nuovi attacchi contro il Paese se l’Iran non accettasse di proseguire coi negoziati sul nucleare. Finora l’Iran ha confermato di voler continuare con il programma di arricchimento dell’uranio. Giovedì l’Iran avrebbe presentato una nuova proposta di pace agli Stati Uniti tramite il Pakistan.

I future sul Brent giovedì hanno toccato brevemente quota 126 dollari per poi scendere ancora.

Questa settimana il Pentagono ha reso noto che i costi stimati per il conflitto sono di 25 miliardi di dollari.

Il blocco sta mettendo sotto pressione l’industria petrolifera iraniana che sta per esaurire la capacità di immagazzinamento del petrolio. Secondo gli analisti, a causa degli impianti obsoleti e della maturità dei giacimenti, i tagli forzati alla produzione sono particolarmente rischiosi.

A inizio settimana Trump ha invece presentato una nuova strategia per la riapertura dello stretto. In base al nuovo piano, secondo un funzionario dell’amministrazione, gli Stati Uniti continuerebbero col blocco ai porti iraniani e si coordinerebbero con gli alleati per imporre costi più alti a fronte dei tentativi dell’Iran di sovvertire il libero flusso di energia. L’iniziativa proposta dagli Stati Uniti, “Maritime Freedom Construct”, è stata inviata martedì dal Dipartimento di Stato alle ambasciate americane con la richiesta di fare pressione sui governi esterni affinché accettino la proposta.

Sulla scorta delle continue tensioni tra Trump e diversi leader europei, questa settimana il Presidente ha ventilato l’idea di ridurre il numero dei militari americani stanziati in Germania, Italia e Spagna.

NOTIZIE MACROECONOMICHE

La Fed mantiene i tassi invariati, Powell resta come governatore

L’ultimo incontro dell’FOMC presieduto da Jerome Powell ha riservato qualche sorpresa. La Federal Reserve ha mantenuto i tassi invariati, come ampiamente previsto, ma con quattro voti contrari. Il Governatore Stephen Miran ha votato a favore di un abbassamento dei tassi di un quarto di punto, mentre tre funzionari si sono opposti all’inserimento nella dichiarazione di una frase che segnalava un probabile taglio dei tassi in futuro. In apertura della conferenza stampa, Powell ha colto molti di sorpresa quando ha annunciato che resterà come governatore della Fed per un “periodo di tempo indeterminato” per difendere l’indipendenza della banca centrale dagli attacchi politici e legali “senza precedenti” perpetrati dall’amministrazione Trump. Per quanto concerne la politica monetaria, con l’inflazione oltre il target negli ultimi cinque anni, i disaccordi tra i funzionari in merito al futuro orientamento segnalano che il passaggio verso un approccio più neutrale potrebbe avvenire prima dell’incontro di giugno.

Il Segretario del Tesoro Scott Bessent ha criticato la decisione di Powell poiché rompe una tradizione della banca centrale, mentre il Presidente Trump giovedì ha dichiarato che non gli importa se Powell resta nel consiglio della Fed.

Il mandato di Powell termina il 15 maggio, ma potrà restare come governatore fino al gennaio 2028. Mercoledì la Commissione bancaria del Senato ha proposto la nomina di Kevin Warsh come Presidente della Fed, ma la data del voto da parte del Senato non è ancora stata fissata.

La banca centrale giapponese, la banca centrale canadese, la Bank of England e la Banca Centrale Europea questa settimana hanno mantenuto i tassi d’interesse invariati.

Gli Emirati Arabi escono dall’OPEC

La decisione degli Emirati Arabi Uniti di questa settimana di lasciare l’OPEC potrebbe indebolire la capacità del cartello di imporre limiti alla produzione ai membri restanti. Gli Emirati da tempo producono assai meno della capacità stimata di 4,8 milioni di barili al giorno. Uscendo dall’OPEC, gli Emirati Arabi possono decidere di incrementare la produzione. Sebbene tale decisione non comporti effetti rilevanti sul prezzo del petrolio nel breve termine, considerata la chiusura dello Stretto di Hormuz, l’aumento della produzione dovrebbe contribuire a un calo dei prezzi nel lungo periodo.

IN BREVE

Ad aprile gli indici PMI manifatturieri hanno continuato a salire, tranne che negli Stati Uniti. A causa delle interruzioni alla catena di distribuzione per via della guerra in Iran e della domanda di apparecchiature per l’intelligenza artificiale, i nuovi ordini sono aumentati molto poiché le aziende cercano di incrementare le scorte in via precauzionale. L’indice dei prezzi pagati ISM è salito al livello massimo da aprile 2022 subito dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

Paese o regione

PMI manifatturiero

Stati Uniti (ISM)

invariato a 52,7

Eurozona

Chiusura per il Primo Maggio

Regno Unito

da 51,0 a 53,7

Giappone

da 51,6 a 55,1

Cina

da 50,4 a 50,3

Globale (JPM)

Rinviato

L’indice S&P 500 ad aprile è salito del 10%, il massimo guadagno mensile da novembre 2020.

Giovedì la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato un disegno di legge per finanziare il Dipartimento della sicurezza nazionale mettendo fine al parziale shutdown durato 76 giorni.

Gli indici S&P Dow Jones hanno proposto di cambiare la regola che accorcerebbe da un anno a sei mesi il tempo necessario che deve trascorrere prima che una società quotata venga inserita negli indici. Verso la fine dell’anno sono previste diverse offerte pubbliche iniziali da parte di società a mega capitalizzazione. A inizio anno il Nasdaq ha adottato una regola di “ingresso rapido” che consentirà alle megacap quotate di entrare nel Nasdaq 100 dopo soli 15 giorni di contrattazioni.

Questa settimana Bloomberg ha riferito che le raffinerie cinesi di proprietà statale hanno iniziato a chiedere il permesso del governo per riprendere le esportazioni di carburante a maggio, citando come ragione le abbondanti scorte interne. Le scorte in Cina sono aumentate parecchio a causa della debolezza della domanda per via dell’aumento dei prezzi del carburante e dell’uso dei veicoli elettrici.

Le esportazioni di energia degli Stati Uniti hanno beneficiato molto delle tensioni in Medio Oriente, nella settimana al 24 aprile le esportazioni di prodotti di greggio e petrolio hanno toccato la cifra record di 14,2 milioni di barili al giorno.

L’indice dei prezzi immobiliari USA Case-Schiller a febbraio è aumentato dello 0,7% rispetto all’anno precedente, in calo dallo 0,8% di gennaio.

L’indice della fiducia dei consumatori del Conference Board ad aprile ha toccato quota 92,8 rispetto al previsto 89,0, il livello più alto quest’anno. Il divario tra gli intervistati che sostengono che i posti di lavoro sono abbondanti e quelli secondo cui è difficile trovare lavoro è in miglioramento per il secondo mese consecutivo.

Secondo il Financial Times, la Germania nel 2027 ha intenzione di incrementare la spesa per la difesa del 20% rispetto all’anno in corso.

Giovedì Fitch Ratings ha mantenuto il rating degli Stati Uniti a AA+ con prospettive stabili, ma ha sottolineato che il deficit e il debito sono in aumento. D’altra parte, l’economia ampia e dinamica, il dollaro come valuta di riserva e la liquidità dei mercati finanziari americani sono dei punti di forza.

Gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti sono aumentati dello 0,8% a marzo, mentre gli ordini di beni essenziali sono saliti del 3,3%, trainati dalla domanda di apparecchiature per l’intelligenza artificiale, l’incremento mensile più consistente da giugno 2020.

Il Presidente Trump ha parlato con il Presidente russo Vladimir Putin mercoledì; il leader russo avrebbe offerto il suo aiuto sula questione dell’arricchimento dell’uranio in Iran. Trump ha aggiunto che vorrebbe piuttosto che Putin mettesse fine alla guerra in Ucraina. Trump ha poi riferito che Putin potrebbe annunciare presto un breve cessate il fuoco in Ucraina in concomitanza con l’anniversario della fine della Seconda guerra mondiale.

Lo yen giapponese giovedì è salito da livelli oltre 160 rispetto al dollaro USA alla notizia degli interventi a sostegno della valuta da parte del Ministero delle Finanze giapponese. I timori per l'inflazione persistente, nonché la preoccupazione che la banca centrale sia in ritardo sul fronte dell'inflazione, hanno indebolito lo yen.

Le richieste di disoccupazione settimanali negli Stati Uniti sono scese al minimo in 57 anni di 189.000.

Ad aprile il PCE core USA è salito dello 0,3% su base mensile, in calo rispetto allo 0,4% di marzo. Rispetto all’anno precedente, il tasso core è salito dal 3% al 3,2%.

Il Pil canadese a febbraio è aumentato dello 0,2% su base mensile e dell’1% su base annua.

L’economia dell’Eurozona ha rallentato a inizio del 2026, in crescita dello 0,8% su base annua, in calo rispetto all’1,2% nel 4° trimestre. Ad aprile i prezzi al consumo nella regione sono saliti del 3% su base annua, dal 2,6% di marzo. La disoccupazione a marzo è ridiscesa al 6,2% rispetto al 6,3% rivisto al rialzo di febbraio.

Il Presidente Trump giovedì ha firmato un ordine esecutivo che stabilisce l’apertura da parte del Dipartimento del Tesoro di un piano di risparmio federale per i lavoratori che non hanno un 401(k). Il governo offrirà un contributo del 50% sui primi 2000 dollari versati ai lavoratori che parteciperanno al piano, per un massimo di 1000 dollari di contributi governativi.

A seguito della visita di stato di Re Carlo III, il Presidente Trump ha dichiarato che eliminerà alcuni dazi sul whisky scozzese.

Il Senato degli Stati Uniti giovedì ha approvato all’unanimità il divieto per senatori e membri dello staff di negoziare sui mercati predittivi.

NOTIZIE SUGLI UTILI

Circa il 63% dei costituenti dell’indice S&P 500 ha pubblicato i risultati del trimestre. Secondo FactSet, gli utili per azione (che abbinano i dati già pubblicati e le stime per le imprese che non li hanno ancora resi noti) sono saliti del 27,1%, trainati da un aumento del 50% degli utili delle società tecnologiche, rispetto allo stesso trimestre di un anno fa. Nello stesso periodo, le vendite al dettaglio sono salite del 11%.

LA PROSSIMA SETTIMANA

Lunedì: ordini industriali negli Stati Uniti, PMI manifatturiero nell’Eurozona.

Martedì: incontro della banca centrale australiana, PMI dei servizi, sondaggio JOLTS sul turnover dei lavoratori e sui nuovi posti di lavoro, vendite di nuove abitazioni negli Stati Uniti.

Mercoledì: PMI servizi nel Regno Unito e nell’Eurozona.

Giovedì: produttività non agricola negli Stati Uniti, vendite al dettaglio nell’Eurozona.

 

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Fonti: MFS research, Wall Street Journal, Financial Times, Reuters, Bloomberg News, FactSet Research.

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