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Questa Settimana
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Mercati azionari in rialzo nella speranza di un accordo con l’Iran

Le principali notizie della settimana sull’economia globale e dal mondo delle imprese.

Nei mercati odierni in rapido cambiamento, l’utilità delle nostre analisi può fare la differenza.

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AUTORE

Jamie Coleman
Senior Strategist, Strategy and Insights Group

Settimana al 12 giugno 2026

A mezzogiorno di venerdì, i mercati azionari globali risultano al rialzo nella settimana alla notizia che Stati Uniti e Iran stanno per giungere a un accordo per mettere fine al conflitto. Il rendimento dei Treasury decennali è sceso di sei punti base dallo scorso venerdì al 4,48%, mentre il prezzo del greggio WTI è sceso di 6,75 dollari a 85 dollari al barile. La volatilità misurata dai contratti future del CBOE Volatility Index (VIX) è salita da 17,4 a 18,4.

NOTIZIE MACROECONOMICHE

Stati Uniti e Iran vicini all’accordo

Dopo gli attacchi reciproci all’inizio della settimana, giovedì il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sospeso gli attacchi programmati per la giornata annunciando che è stata trovata un’intesa coi leader iraniani. La firma dell’accordo potrebbe avvenire già lunedì in Svizzera alla vigilia del summit del G7 che inizierà il giorno successivo al confine con le Alpi francesi. I mezzi d’informazione statali iraniani invitano però alla cautela poiché l’accordo definitivo non è ancora stato sottoscritto, nonostante la bozza sia in fase di scrutinio. Venerdì mattina Trump ha definito “falsa” la notizia diffusa dall’Iran sui termini dell’accordo provvisorio e ha detto che l’Iran dovrebbe “darsi una regolata”. Durante la giornata, il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in un post su X, ha invece comunicato che “l’accordo non è mai stato così vicino”. Il prezzo del petrolio e del gas naturale è crollato negli ultimi giorni, in particolare tra giovedì e venerdì, nella speranza che si trovi un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz e che inizino i negoziati di 60 giorni sulle sorti del programma nucleare dell’Iran. Anche i rendimenti obbligazionari sono in lieve flessione.

Accordo o meno, il petrolio ha iniziato ad arrivare dal Medio Oriente

Prima dei recenti sviluppi sul fronte della pace, i flussi di petrolio provenienti dal Medio Oriente hanno iniziato ad aumentare nonostante i persistenti rischi geopolitici. Il traffico di navi attraverso lo Stretto di Hormuz si è intensificato, anche grazie al supporto militare degli Stati Uniti, e sembra che i produttori del Golfo abbiano trovato il modo per spedire il petrolio nonostante la tensione con Teheran resti alta. Secondo le stime di Bloomberg, circa due milioni di barili di petrolio escono ogni giorno dal Golfo. Si tratta di cifre al di sotto della norma, ma nettamente superiori ai livelli precedenti. Finora nel mese il flusso di navi non iraniane che attraversano lo Stretto è aumentato del 50% circa. Il crollo delle importazioni di petrolio da parte della Cina ha contribuito a placare i mercati dell’energia nelle ultime settimane.

Segnali eterogenei dai dati sull’inflazione di maggio negli Stati Uniti

L’aumento dell’indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti rispetto al mese precedente risulta inferiore alle attese, mercoledì era dello 0,2%, mentre l’indice dei prezzi alla produzione negli Stati Uniti è aumentato molto più del previsto, ovvero dell’1,1% rispetto al mese precedente. Nel complesso, i due rapporti che confluiscono nel PCE core, l’indicatore dell’inflazione preferito dalla Federal Reserve, segnalano un aumento dello 0,4% alla pubblicazione dei dati verso la fine del mese: la banca centrale americana verosimilmente continuerà a monitorare l’inflazione, e potrebbe alzare i tassi prima di fine anno. Il nuovo Presidente della Fed, Kevin Warsh, presiederà il primo incontro dell’FOMC la prossima settimana. Sebbene non si preveda un intervento sui tassi, la Fed probabilmente abbandonerà l’orientamento accomodante.

Sentenza della Corte Suprema a tutela delle società di gestione patrimoniale

La Corte Suprema degli Stati Uniti giovedì ha emesso una sentenza che protegge i fondi comuni dalle cause legali intentate dagli investitori: l’Investment Company Act del 1940 non autorizza gli azionisti a intentare una causa legale sulla base dello statuto o delle decisioni del management. La Corte Suprema ha precisato che la legge non autorizza cause legali private per la maggior parte delle violazioni. L’applicazione della legge spetta infatti alla SEC, la commissione incaricata della vigilanza della Borsa Valori. La sentenza ribalta una decisione precedente della corte d’appello federale secondo la quale la legge consentiva agli investitori privati di intentare una causa per rescindere i contratti sottoscritti da un fondo.

IN BREVE

La Corte d'Appello federale degli Stati Uniti ha stabilito che l'amministrazione Trump può continuare ad applicare i dazi globali del 10% previsti dalla Sezione 122 del Trade Act del 1974 finché è in corso il processo in un tribunale di grado inferiore.

Sull’onda della volatilità del mercato dovuta alla guerra in Iran, nel 1° trimestre il patrimonio netto delle famiglie americane è aumentato di 113,1 miliardi di dollari a 183 mila miliardi. Si tratta di una crescita inferiore rispetto al guadagno di 1.730 miliardi del 4° trimestre del 2025.

Le vendite di abitazioni esistenti negli Stati Uniti a maggio sono aumentate del 3,2% rispetto al mese precedente, mentre le vendite di aprile sono state riviste al rialzo dallo 0,2% allo 0,7%.

A fronte della crescita debole e dell’inflazione in aumento, la Banca del Canada, come previsto, ha mantenuto i tassi di interesse invariati al 2,25%.

L’economia del Giappone nel 1° trimestre è cresciuta a un tasso annualizzato dell’1,8%, dopo essere stata rivista al ribasso dal 2,1%.

Nonostante la guerra in Iran, il Giappone conta su un flusso di petrolio stabile a fine marzo 2028 grazie alle importazioni di greggio alternative ​e all’utilizzo delle scorte. Lo ha comunicato giovedì il Primo Ministro Sanae Takaichi ‌allungando i tempi previsti di circa un anno.

Ad aprile il deficit commerciale degli Stati Uniti è sceso leggermente a 55,9 miliardi di dollari grazie a un aumento delle esportazioni.

I fiduciari del fondo previdenziale degli Stati Uniti prevedono l’esaurimento dei fondi entro la fine del 2032, con un trimestre di anticipo rispetto alla previsione dello scorso anno.

Il Primo Ministro britannico Keir Starmer ha intenzione di chiedere ai suoi ministri di dimettersi qualora decidano di sostenere la candidatura di Andy Burnham o di altri candidati alla leadership dei Laburisti. Lo ha riferito questa settimana il Financial Times.
Il Segretario della difesa britannico John Healey si è invece dimesso dal governo Starmer giovedì poiché ritiene insufficienti i fondi messi a disposizione per la difesa.

La Federal Reserve pubblicherà gli stress test annuali delle grandi banche il 24 giugno.

Sulla base dei dati di Bloomberg, i governi di Asia ed Europa stanno raccogliendo fondi a ritmi record per far fronte all’impennata della spesa pubblica attraverso prestiti consorziali offerti agli investitori tramite gli istituti bancari. Finora quest’anno i governi hanno venduto obbligazioni per 504 miliardi di dollari.

Il Governatore della Banca del Giappone Kazuo Ueda è stato ricoverato in ospedale e, secondo l’istituto, è probabile che non partecipi all’incontro di politica monetaria della prossima settimana. Dovrebbe restare in ospedale per circa due settimane.

Dopo mesi di rinvii il Presidente Trump ha siglato un piano da 70 miliardi di dollari per finanziare l’attività dell’Immigrations and Customs Enforcement e del Customs and Border Protection, gli enti che si occupano di immigrazione, dogane e del controllo delle frontiere, fino alla fine del suo secondo mandato.

Giovedì il Presidente Trump ha annunciato che gli Stati Uniti non rinnoveranno l’accordo commerciale con Messico e Canada (USMCA). Il 1° luglio i tre Paesi devono incontrarsi per decidere formalmente se prolungare l’accordo commerciale di altri 16 anni.

I consumi continuano a crescere, a maggio la spesa complessiva con carte di credito è aumentata del 5,1% rispetto all’anno precedente, la crescita più robusta in quasi quattro anni, secondo i dati interni di Bank of America. La crescita non dipende soltanto dal prezzo della benzina, la spesa sottostante resta solida sia per i beni che per i servizi.

Le azioni di SpaceX dovrebbero iniziare le contrattazioni venerdì; con un prezzo dell’offerta pubblica iniziale di 135 dollari per azione, la raccolta è stata di circa 75 miliardi a una valutazione di 1.770 miliardi di dollari. Si prevede che circa il 20% delle azioni andrà agli investitori retail rispetto al target iniziale del 30%. Secondo Bloomberg la domanda ha superato di quattro volte l’offerta.

LA PROSSIMA SETTIMANA

Lunedì: produzione industriale negli Stati Uniti e nell’Eurozona.

Martedì: nuove costruzioni negli Stati Uniti.

Mercoledì: indice dei prezzi al consumo nel Regno Unito e nell’Eurozona, vendite al dettaglio e vendite di abitazioni in corso negli Stati Uniti, incontro dell’FOMC.

Giovedì: disoccupazione nel Regno Unito, incontro della Bank of England.

Venerdì: indice dei prezzi al consumo in Giappone, vendite al dettaglio nel Regno Unito e in Canada, mercati chiusi negli Stati Uniti per la festa federale Juneteenth

 

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Le opinioni espresse in questo articolo sono le opinioni di MFS e possono cambiare in qualsiasi momento. Le stime non possono essere garantite.

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Fonti: MFS research, Wall Street Journal, Financial Times, Reuters, Bloomberg News, FactSet Research.

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